Editoriale - Neoarezzo / News
Giovani e futuro: il tempo delle scelte, non delle attese

Parlare di giovani e futuro è diventato quasi un esercizio automatico. Si evocano speranze, si denunciano difficoltà, si promettono opportunità. Ma il rischio è sempre lo stesso: trasformare una questione urgente in una formula retorica, buona per convegni e dichiarazioni, meno per incidere davvero sulla realtà.

I giovani non vivono “nel futuro”. Vivono nel presente, spesso in un presente instabile, frammentato, carico di aspettative contraddittorie. Viene chiesto loro di essere flessibili, ma anche affidabili. Creativi, ma produttivi. Autonomi, ma senza sbagliare. In questo equilibrio precario, il futuro smette di essere una prospettiva e diventa una pressione.

C’è un dato che dovrebbe far riflettere più di tanti slogan: molti giovani non rinunciano a sognare, rinunciano a pianificare. Non perché manchi l’ambizione, ma perché manca la fiducia nei percorsi. Studio, lavoro, partecipazione civile non appaiono sempre come strade coerenti, ma come tentativi isolati, spesso non riconosciuti. Quando l’impegno non trova riscontro, il rischio non è la ribellione, ma il disincanto.

Eppure, le energie non mancano. Lo dimostrano le esperienze di volontariato, le iniziative culturali dal basso, le nuove forme di impresa, l’attenzione ai temi ambientali e sociali. C’è una generazione che chiede senso prima ancora che successo, coerenza prima della visibilità. Ma perché queste energie diventino futuro condiviso, serve un contesto che le accompagni, non che le giudichi a posteriori.

Il punto centrale non è “dare spazio ai giovani”, formula spesso paternalistica, ma costruire spazi reali di responsabilità. Significa ascolto vero, accesso alle decisioni, percorsi chiari di crescita. Significa anche accettare che il cambiamento porti con sé linguaggi nuovi, priorità diverse, tempi non sempre allineati a quelli delle generazioni precedenti.

Il futuro non è un regalo da consegnare ai giovani, né un problema da rimandare a loro. È un processo che si costruisce adesso, insieme. Continuare a parlare dei giovani come di una promessa lontana rischia di essere l’alibi perfetto per non cambiare nulla oggi. E oggi, più che mai, è il tempo delle scelte.

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