Le elezioni regionali toscane del 2025 rappresentano un passaggio decisivo per il futuro della Regione. I cittadini saranno chiamati a scegliere chi guiderà la Toscana nei prossimi cinque anni, in una sfida che intreccia continuità, cambiamento e nuovi equilibri politici.
Si voterà domenica 12 ottobre dalle 7 alle 23 e lunedì 13 ottobre dalle 7 alle 15.
Se nessun candidato supererà il 40 % dei voti validi, si andrà al ballottaggio tra i due più votati, previsto per domenica 26 e lunedì 27 ottobre.
Durante la campagna elettorale è in vigore la par condicio, che garantisce equilibrio nei media e limita la comunicazione delle amministrazioni pubbliche alle sole forme istituzionali e impersonali.
Come si vota
L’elettore riceverà una scheda unica che riporta, sulla destra, i nomi dei candidati alla Presidenza della Giunta regionale, e accanto, sulla sinistra, i simboli delle liste che li sostengono.
Accanto a ciascun simbolo compaiono i nomi dei candidati consiglieri di quella lista, tra i quali si possono indicare una o due preferenze: in caso di doppia preferenza, devono riguardare un uomo e una donna, altrimenti la seconda viene annullata.
Il voto può essere espresso in diversi modi:
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scegliendo solo il candidato presidente;
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scegliendo solo una lista, che estende automaticamente il voto al candidato presidente collegato;
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oppure con voto disgiunto, indicando un presidente e una lista non collegata.
Il Consiglio regionale sarà composto da 40 consiglieri eletti, più il Presidente della Regione, per un totale di 41 membri.
La legge elettorale toscana (n. 51/2014) prevede un premio di maggioranza per assicurare la stabilità del governo regionale: la coalizione del presidente eletto ottiene almeno il 60 % dei seggi se supera il 45 % dei voti.
Le liste in coalizione devono superare la soglia del 3 %, mentre le liste singole devono raggiungere almeno il 5 % per entrare in Consiglio.
Gli schieramenti in campo
Tre i candidati principali che si contendono la guida della Toscana:
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Eugenio Giani (centrosinistra): presidente uscente, sostenuto da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra e dalla lista “Casa Riformista” (Italia Viva, +Europa, PSI, Repubblicani). La coalizione punta sulla continuità amministrativa e sulla valorizzazione del modello toscano di welfare, cultura e sostenibilità.
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Alessandro Tomasi (centrodestra): sindaco di Pistoia, candidato unitario di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e della civica “È Ora!”. Rappresenta la sfida del cambiamento e il tentativo del centrodestra di conquistare una delle ultime grandi regioni storicamente guidate dal centrosinistra.
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Antonella Bundu (Toscana Rossa): attivista e già consigliera comunale a Firenze, guida una lista di sinistra alternativa che si presenta fuori dalle coalizioni principali, proponendo una visione più radicale su temi sociali, ambientali e dei diritti.
Secondo gli ultimi sondaggi, il centrosinistra guidato da Giani resta in vantaggio, attorno al 57-58 %, mentre il centrodestra di Tomasi si attesta tra il 40 e il 41 %. Toscana Rossa si mantiene sotto la soglia del 3 %.
Uno sguardo oltre il voto
Le regionali toscane 2025 non sono solo un confronto amministrativo: rappresentano anche un test politico di rilievo nazionale.
Per il centrosinistra, si tratta di difendere una roccaforte storica; per il centrodestra, di sfidare un equilibrio consolidato da decenni; per le forze minori, di misurare la propria capacità di incidere in un sistema sempre più bipolare.
In una Toscana dove il voto disgiunto e la partecipazione elettorale potranno incidere in modo significativo, il risultato dipenderà dall’equilibrio tra continuità e cambiamento che gli elettori sceglieranno di esprimere alle urne.

