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Ci sono momenti in cui una forchetta prende più di un boccone: prende un’idea, una storia, un impegno. Le forchette curiose, dunque, non sono semplici strumenti da tavola: sono simboli di curiosità, di esplorazione, di gusto consapevole. Nel contesto del progetto della Futuro Aretino, questa espressione si trasforma in un invito: esplorare, assaggiare, capire.
Le forchette curiose: quando la tavola diventa scoperta
Ci sono momenti in cui una forchetta prende più di un boccone: prende un’idea, una storia, un impegno. Le forchette curiose, dunque, non sono semplici strumenti da tavola: sono simboli di curiosità, di esplorazione, di gusto consapevole. Nel contesto del progetto della Futuro Aretino, questa espressione si trasforma in un invito: esplorare, assaggiare, capire.
Immagina un bambino che afferra la forchetta: non per mandare giù in fretta, ma per capire cosa ha davanti. Che odore ha quel piatto? Quale storia porta con sé? Quali ingredienti lo compongono e come si collegano al suo mondo?
Ecco l’anima delle forchette curiose: la tavola come laboratorio, come aula, come spazio di dialogo.
Il progetto “Forchette Curiose” della Futuro Aretino
La Futuro Aretino ha lanciato ufficialmente il progetto “Forchette Curiose”, curato dalla Dott.ssa Arianna Pelliccioni: un percorso educativo pensato per i bambini della scuola primaria, con l’obiettivo di esplorare l’alimentazione, i sapori, la cultura del cibo, e non solo.  
In concreto:
•Il progetto è destinato ai bambini della Scuola Primaria “Sante Tani” e partirà il 16 ottobre 2025, della durata di sei settimane.  
•Toccherà temi fondamentali: la piramide alimentare, la lettura delle etichette, la scoperta di piatti provenienti da culture differenti.  
•Ma non si ferma all’alimentazione: prevede anche uno stile di vita sano, la socializzazione, il movimento fisico, la consapevolezza.  
Questa combinazione di educazione alimentare + sensibilizzazione allo stile di vita bene rappresenta lo spirito della Futuro Aretino: non solo informare, ma creare consapevolezza.
Perché una “forchetta curiosa”?
1. Perché educare fin da piccoli
I bambini sono esploratori per natura. Se offriamo loro strumenti – come questo percorso – per esplorare il mondo del cibo e dello stile di vita sano, li aiutiamo a costruire abitudini che restano. Imparare a leggere un’etichetta, ad assaggiare un piatto nuovo, a conoscere da dove vengono gli ingredienti: tutto questo è parte di un apprendimento che va oltre la tavola.
2. Perché il cibo è cultura
Quando una forchetta affonda in un piatto, non è solo il gusto che viene assaggiato: c’è territorio, ci sono tradizioni, ci sono storie. Le forchette curiose inseguono queste storie: un sugo che parla di nonna, un pane che ricorda un forno di paese, un piatto straniero che invita a conoscere e rispettare l’altro.
3. Perché stile di vita è comunità
Il cibo è anche occasione di incontro, di condivisione, di conversazione. Con il progetto, si punta a un “benessere complessivo”: mangiare bene, muoversi, stare insieme. Le forchette curiose dunque diventano anche forchette che invitano a fermarsi, chiacchierare, riflettere.
Cosa potremmo aspettarci da questa esperienza
Nel corso delle sei settimane, e magari anche oltre, sarà interessante vedere:
•Quali piatti verranno presentati ai bambini: piatti locali tradizionali (della Toscana/Arezzo) ma anche piatti “da fuori”, per stimolare la curiosità verso culture diverse.
•Quali attività pratiche accompagneranno l’assaggio: laboratori, giochi, esperimenti di degustazione, magari visite in cucina o al mercato.
•Quale sarà il ruolo delle etichette: spiegare cosa significa “ingrediente”, “origine”, “additivo”, “naturale” o “fatto in casa”.
•Come si collegheranno alimentazione e movimento: ad esempio momenti in cui dopo aver assaggiato un frutto o un piatto, ci sia un’attività motoria o un gioco per associare “energia” e “nutrimento”.
•Quale impatto avrà sui bambini (e magari sulle famiglie): cambiamenti nelle merende, suggerimenti a casa, maggiore curiosità nel mangiare nuovo.
Perché noi aretini dovremmo sorridere di questa iniziativa
Perché la nostra terra – la provincia di Arezzo, la Toscana – ha tanto da offrire: paesaggio, prodotti, tradizioni. Progetti come questo valorizzano queste risorse, le rendono attuali, e le aprono verso il futuro. Le forchette curiose sono forchette che “gettano un ponte” tra passato e futuro: tra il piatto della grande-nonna e il piatto del domani, consapevole e famigliare.
Inoltre, coinvolgendo bambini e scuole, si coltiva un senso di comunità e responsabilità: “io posso scegliere cosa mangio”, “io posso capire da dove viene ciò che mangio”, “io posso essere curioso e rispettoso”. Questi sono semi che piantiamo oggi per raccoglierne i frutti domani.
Un invito finale: alza la forchetta… con curiosità
La prossima volta che ti siedi a tavola, prova a guardare la forchetta in mano come se fosse uno strumento di scoperta.
•Che odore ha il piatto?
•Quale colore predominante?
•Quali ingredienti potresti riconoscere?
•Se fosse un racconto, quale sarebbe?
•E dopo aver assaggiato: che sensazione ti lascia?
Se ti va, portala anche fuori dalla tavola tradizionale: prova un gusto nuovo, esplora un commerciante locale, chiedi chi ha fatto quel prodotto, perché quel piatto è così… insomma, sii curioso!
Il progetto “Forchette Curiose” della Futuro Aretino ci ricorda che mangiare non è solo necessità, è anche esperienza, è scelta, è memoria, è futuro. E se lo facciamo insieme, la tavola diventa più grande: diventa cultura, comunità, benessere.

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